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I DUE BUI

Esco dal buio con gli occhi pesanti di stanchezza e mi incammino verso ciò che so, sarà sempre uguale.
I passi piccoli e veloci. Come impazienti di raggiungere la meta, come se quel tratto di strada fosse irto di pericoli.
A testa bassa, incappucciata, quasi a voler nascondere l'anima.
Gli occhi spenti, velati di tristezza, non curanti di ciò che, opaco, scorre attorno.

Ripenso ancora una volta a ciò che è stato.

Il tempo è fermo intorno a me. È come se lui, implacabile, continuasse a scorrere, mentre io rimango ferma qui, come ad aspettare che qualcosa cambi dentro di me.
I pensieri veloci superano il moto degli eventi, in un aggrovigliarsi di congetture che mi trascinano sempre più dentro.
Il mondo intorno presto diventa solo un astratto scorrere di linee e zone scure che non sono più contorno di questa desolazione.
La mia testa, sempre più china a proteggermi dal mondo.
I passi, sempre più veloci e impazienti di portare a termine questa angosciante sensazione.

Vedo solo le punte delle mie scarpe, che ora tengono il ritmo dei miei pensieri, quando all'improvviso un urto.

Il rumore dello spezzarsi della catena dei miei pensieri è più forte del tonfo di me che cado all'indietro per terra.
E il ricomporsi delle cose intorno, senza dubbio, è più lento del mio istinto di rialzarmi e riprendere la mia fuga.

“Tutto bene?”.

Una voce aliena ai miei pensieri.

“Sì, scusa.” Dico rialzandomi da sola e continuando a fissare lateralmente per terra.
“Mi spiace, io...” “Non fa niente...” dico sgusciando al suo fianco per rimettermi in carreggiata nel fiume impetuoso dei miei pensieri.
“Aspetta! Sicura che stai bene?”
Sento la sua voce aliena che mi segue.
“Sì-sì”, dico cercando di essere minacciosa abbastanza da farlo desistere ma preoccupandomi di non offenderlo.
“Vuoi che ti accompagno?”

“No”.

La voce tremante lascia subito trapelare la mia debolezza caratteriale, infatti la voce aliena continua a seguirmi.
“Spero che tu non sia arrabbiata...”
Io, ormai rassegnata all'ennesima sconfitta contro il mondo reale, mogugno qualcosa di incomprensibile, che potrebbe essere interpretato come un “no”, mentre la mia mente confusa cerca a stento e senza successo, di riprendere quel fiume in piena che tutto astrae intorno a me.

La voce aliena continua ad interferire, non permettendomi di risprofondare dietro quella barriera che, in qualche modo, mi ha sempre protetta in quel breve tratto di strada fra i due bui.
Così, alla fine, alzo lo sguardo verso dove quell'interferenza stava arrivando.

Un colpo.

Il primo colpo che ricevo dal mondo reale dopo tanto tempo passato dietro la mia barriera di silenzio, un colpo che non avrei mai voluto ricevere.

I suoi occhi.

Sempre lì a fissarmi per tutto il tempo e che hanno avuto modo di colpire non appena ho alzato lo sguardo, che subito ho distolto.

I miei passi sono più veloci ora.
Chissà che cosa ha pensato dei miei occhi.

I miei occhi sono piccoli, insignificanti, privi di luce; come tutto il resto di me, d'altronde.
Ormai non sento più le sue parole, sono di nuovo schermata dietro la mia barriera, ma stavolta il fiume è diverso.
Chissà chi è?
Che cosa vuole realmente da me? E che cosa gli dirò quando sarò arrivata a casa?

L'astrazione del mondo reale non è più intorno a me. Riconosco gli oggetti adiacenti al quartiere della mia casa, seppur vedendoli dal mio minimo scorcio visuale e ripercorro con la mente quei pochi che ancora mi separano dalla mia meta.
Paradossalmente questi sono diventati la mia unica reale isola di speranza a cui aggrapparmi, mentre ripeto a me stessa che tutto sta per finire.

“Io sono arrivata” dico fermandomi davanti ad un grosso portone, sempre con lo sguardo chino in basso, stavolta con la scusa di cercare le chiavi in borsa...

-CLANG-

Il rumore della chiave nel portone è più forte di quello dei miei pensieri.
Alzo la testa.
Non c'è nessuno intorno a me.
Ho immaginato tutto, come sempre del resto, per dare un po' di significato a quel breve tratto di vita che percorro ogni giorno.

Lentamente entro nel buio e mi dissolvo.

 

A volte mi domando se non sia anche io un essere immaginato.

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