Un uccello chiuso in gabbia;
lui non sente la prigione,
ciò che vede è cibo e acqua,
di fili d'oro è la sua magione.
Dopo un anno chiuso in gabbia,
l'ombra cupa della grata,
china, cupa, pien di rabbia,
schiaccia l'anima frustrata.
Cinque anni chiuso in gabbia,
la prigione è ormai dimora,
come mare, scoglio e sabbia,
lentamente lo divora.
Dieci anni chiuso in gabbia,
rannicchiato sul suo fondo,
sogna solo il ciel sereno,
andar su senza legami
e arrivare al punto estremo
per poi chiudere le ali.